Come investire il tempo senza che sia perso…
Gli ultimi giorni di scuola, tra giugno che avanza e zaini che iniziano a svuotarsi, sono un momento speciale e delicato. Per i bambini dai 6 ai 10 anni non è solo la fine di un anno: è la chiusura di un percorso affettivo, cognitivo ed emotivo che ha richiesto energia, impegno e crescita.
In questo tempo sospeso, scegliere attività ludiche, gioiose e coinvolgenti non è semplicemente un modo per “passare il tempo”, ma un’azione educativa consapevole, con effetti profondi su apprendimento, benessere e relazioni.
1. Alleggerire le emozioni, dare spazio alla gioia
Molti bambini vivono gli ultimi giorni con un mix di entusiasmo, malinconia, stanchezza e agitazione. Le attività ludiche — giochi di gruppo, percorsi motori, attività artistiche o esperienze all’aria aperta — permettono di canalizzare le emozioni in forme positive, lasciando una traccia serena e gratificante.
2. Rafforzare legami e inclusione
I giochi cooperativi e le esperienze condivise aiutano a rinforzare i legami tra compagni e a far emergere abilità diverse, spesso non visibili durante le lezioni tradizionali. Bambini timidi, insicuri o con bisogni educativi speciali possono trovare nel gioco uno spazio in cui sentirsi valorizzati e protagonisti.
3. Apprendimento in forma diversa
Anche nel gioco si impara. Anzi: si impara con leggerezza, motivazione e libertà. Le attività ludico-didattiche possono consolidare competenze matematiche, linguistiche o scientifiche senza schede né verifiche. Un pavimento da completare con piastrelle disegnate può diventare un problema di calcolo, un racconto inventato può allenare la narrazione e la fantasia.
4. Chiudere un ciclo con cura
I ricordi più vividi spesso nascono proprio nei momenti finali. Offrire esperienze piacevoli negli ultimi giorni significa custodire la memoria della scuola come luogo positivo, che accoglie, forma e accompagna. Un modo per lasciare un segno gentile e motivante nel passaggio verso l’estate… e verso il futuro.
5. Prepararsi al cambiamento
Il gioco non è fuga dal reale, ma palestra per affrontarlo. Attraverso attività simboliche, narrative o di gruppo, i bambini possono elaborare il cambiamento, salutare gli insegnanti, affrontare il distacco dai compagni. Il gioco, in questo senso, diventa ponte: tra ciò che è stato e ciò che sarà.
In conclusione
Scegliere il gioco negli ultimi giorni di scuola non significa perdere tempo, ma investire nel tempo che conta: quello della relazione, del ricordo, dell’esperienza condivisa.
Perché ogni apprendimento lascia un segno… e se quel segno è gioioso, sarà più profondo e duraturo.
Ti propongo un’ attività per consolidare il gruppo classe che anche i tuoi alunni adoreranno.