Matematica nella scuola primaria: punti di forza e criticità alla luce delle Indicazioni 2025 (nella versione del 12 giugno 2025)

di Maestra Consuelo

Premesso che…

La matematica, da sempre disciplina fondante nel curricolo della scuola primaria, assume nelle Indicazioni Nazionali per l’apprendimento 2025 un ruolo chiave per lo sviluppo del pensiero logico, critico e creativo. Non si tratta solo di numeri e operazioni, ma di un linguaggio universale per interpretare, rappresentare e agire sulla realtà, consentendo ai bambini di costruire competenze essenziali per affrontare le sfide quotidiane e future.

Attraverso l’insegnamento della matematica, gli alunni sono guidati a esplorare concetti astratti e relazioni, a risolvere problemi in modo collaborativo e a riflettere su strategie differenti. Questo approccio didattico sottolinea proprio l’importanza di una didattica cooperativa e laboratoriale: le attività di gruppo e le esperienze concrete favoriscono l’interazione tra pari e la condivisione di idee, elementi essenziali per costruire un pensiero flessibile e aperto. In questo contesto, gli studenti non solo apprendono le nozioni matematiche, ma sviluppano anche abilità comunicative e sociali che saranno fondamentali nella loro vita futura. Lavorare insieme su problemi complessi stimola la creatività e incoraggia una mentalità di crescita, poiché gli alunni si sentono più motivati e coinvolti quando possono vedere l’applicazione pratica delle loro conoscenze. Inoltre, il confronto con le diverse prospettive dei compagni li aiuta a comprendere che esistono molteplici modi per affrontare e risolvere le sfide, arricchendo così il loro bagaglio culturale e personale.


Ho rilevato questi punti di forza:

  • Didattica centrata sulla risoluzione di problemi
    Le attività proposte sono orientate a problemi concreti, vicini al vissuto dei bambini. L’obiettivo non è solo la soluzione corretta, ma anche la costruzione di strategie personali, il confronto tra metodi diversi e la riflessione metacognitiva.
  • Uso di strumenti e tecnologie
    L’integrazione di materiali manipolativi e tecnologie digitali (come software didattici o calcolatrici) favorisce un apprendimento attivo e graduale. Nel documento di giugno, le esperienze di laboratorio sono state segnalate come essenziali per motivare anche i bambini con difficoltà e rendere visibili i processi di pensiero.
  • Sviluppo del pensiero logico e rappresentativo
    Attraverso attività di classificazione, ordinamento, sequenze e rappresentazioni di dati, gli alunni imparano a ragionare, prevedere e giustificare le proprie scelte. La logica matematica diventa così una palestra per costruire argomentazioni chiare e corrette.
  • Connessione con la realtà quotidiana
    L’approccio problematizzante, ispirato all’esperienza di tutti i giorni, fa percepire la matematica come strumento per comprendere e organizzare la realtà, in linea con le Indicazioni e le proposte del documento di lavoro di gruppo.
  • Inclusione e personalizzazione
    La matematica è proposta in modo flessibile, nel rispetto dei diversi stili cognitivi e dei tempi di apprendimento di ciascuno. La didattica di gruppo facilita l’aiuto tra pari e la cooperazione tra alunni, come evidenziato anche nel documento del 20 giugno.
  • Integrazione con scienze e tecnologia (STEM)
    La matematica è strettamente connessa con le altre discipline STEM, promuovendo l’osservazione di fenomeni, la modellizzazione di problemi e la capacità di argomentare su base quantitativa.

Ma anche queste criticità:

  • Rischio di apprendimento meccanico
    Senza un uso consapevole di materiali concreti e strategie riflessive, il pericolo è scivolare in attività puramente procedurali, in cui l’errore viene comunque percepito come un ostacolo e non come parte del processo.
  • Frammentazione dei contenuti
    La varietà di obiettivi (misura, dati, logica, operazioni) richiede un coordinamento continuo e costante tra i docenti per evitare un apprendimento settoriale. È essenziale costruire progetti unitari tra le diverse aree di contenuto.
  • Discontinuità tra infanzia e primaria
    La necessità di continuità tra i due ordini scolastici è ben presente nelle Indicazioni, ma occorre una reale co-progettazione tra i docenti per rendere questo passaggio graduale e armonioso. Questo aspetto è di difficile applicazione fin quando l’iscrizione alla scuola dell’Infanzia non viene resa obbligatoria.
  • Motivazione fragile e percezione negativa della matematica
    Alcuni alunni vivono la matematica con ansia e senso di inadeguatezza. È cruciale creare un clima di classe rassicurante e collaborativo, in cui le esperienze di gruppo e le attività pratiche diano fiducia e piacere di apprendere. Ciò non viene aiutato dall’importanza data alla prestazione.
  • Valutazione centrata sul prodotto
    Il documento ministeriale non approfondisce le modalità di valutazione formativa del processo. Resta il rischio di valutare solo il risultato corretto, tralasciando le strategie messe in campo e il ragionamento. Il ruolo del processo di apprendimento non viene menzionato.
  • Integrazione tecnologica disomogenea
    Manca ancora una linea chiara su come integrare le tecnologie in modo proficuo e sistematico. Spesso l’uso di strumenti digitali è episodico e non pienamente funzionale all’apprendimento.

Per concludere:

Le Indicazioni 2025 (in questa versione, che non è dato sapere se sarà quella definitiva) offrono l’opportunità di ripensare la matematica come disciplina viva e significativa, al centro di un curricolo esperienziale e inclusivo. I punti di forza sono numerosi: il problem solving, la logica, l’integrazione con le STEM e l’attenzione alle differenze tra alunni sono leve potenti per motivare e coinvolgere tutti.

Tuttavia, le criticità non vanno ignorate: occorre investire sulla formazione dei docenti e sulla co-progettazione didattica, offrire risorse e strumenti adeguati e costruire comunità professionali di confronto e supporto. Solo in questo modo la matematica potrà trasformarsi da “materia difficile” a “linguaggio potente per comprendere il mondo”, alimentando la curiosità e il pensiero critico dei bambini, per affrontare le sfide del futuro con maggiore consapevolezza e sicurezza.

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Pubblicato da Maestra Consuelo

Mamma felice e docente e tutor di scuola primaria. Sostenitrice delle metodologie attive nella didattica, appassionata di narrativa per l'infanzia e di tecnologia (Microsoft Ambassador e Innovative Educator Expert dal 2020)

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