Reggionarra e la Notte dei Racconti: quando le storie diventano comunità

Ogni anno, a Reggio Emilia, accade qualcosa di speciale: le storie escono dalle pagine e attraversano le case, le scuole, le biblioteche, le piazze. Questo è Reggionarra, il festival dedicato alla narrazione e all’immaginazione che coinvolge bambini, famiglie, insegnanti, educatori e l’intera comunità.

Reggionarra non è soltanto un evento culturale: è un gesto collettivo che coinvolge tutta la comunità. È l’idea che la narrazione sia non solo un diritto, ma anche un prezioso strumento di connessione tra le persone, uno spazio di relazione, di confronto e di condivisione delle esperienze. Attraverso le storie, si favorisce la comprensione reciproca e si stimola la creatività. Il festival nasce nel solco della tradizione pedagogica reggiana e si inserisce pienamente nella visione educativa che mette al centro il bambino come soggetto competente, capace di costruire significati attraverso linguaggi molteplici e di apprendere in modo attivo e partecipativo. Questo evento rappresenta un’opportunità unica per esplorare nuove forme di comunicazione e per valorizzare la diversità delle voci e delle esperienze individuali, arricchendo così il patrimonio culturale collettivo.

All’interno di questo percorso si colloca uno degli appuntamenti più attesi: la Notte dei Racconti.

Che cos’è la Notte dei Racconti?

La Notte dei Racconti è un grande rito condiviso. Nella stessa sera, alla stessa ora, famiglie, scuole e biblioteche si fermano per leggere insieme. Le luci si abbassano, le voci si fanno più lente, i libri diventano ponti tra generazioni.

È un invito semplice e potente: spegnere il rumore e accendere le storie.

La Notte dei Racconti è strettamente legata al compleanno di Loris Malaguzzi (23 febbraio), pedagogista e fondatore dell’esperienza educativa reggiana. Celebrarne la nascita attraverso la lettura significa riconoscere che l’educazione è relazione, ascolto, comunità. Significa ricordare che “il bambino ha cento linguaggi” e che la narrazione è uno di questi.

Per approfondire:

  • Sito ufficiale Reggio Narra QUI
  • Pagina dedicata alla Notte dei Racconti sul portale del Comune di Reggio Emilia QUI
  • Fondazione Reggio Children (per il pensiero pedagogico di Loris Malaguzzi) QUI

Stagione 2026: il vento come metafora narrativa

Per la stagione 2026 ho immaginato una bibliografia tematica dedicata al vento. Perché il vento è narrazione pura:
non si vede, ma si sente.
Non si afferra, ma ci attraversa.

È cambiamento, trasformazione, ascolto, movimento. Questi elementi sono interconnessi e fondamentali per la crescita personale e collettiva. Il cambiamento ci offre l’opportunità di adattarci e progredire, mentre la trasformazione ci conduce verso nuove prospettive e modi di vivere. L’ascolto, da parte sua, è essenziale per comprendere le esperienze altrui e per avviare dialoghi significativi. Infine, il movimento rappresenta il dinamismo della vita, spingendoci a esplorare, scoprire e a percorrere nuovi sentieri. Insieme, questi aspetti ci invitano a riflettere su come possiamo evolverci e migliorare nel nostro percorso.

Ecco alcune proposte di lettura per costruire un percorso coerente, dalla scuola dell’infanzia alla primaria.

Il profumo del vento

Un albo poetico e contemplativo. Le immagini ampie e leggere invitano all’ascolto dell’invisibile. Un libro per le bambini e i bambini che non si fermano alle apparenze. Perfetto per lavorare sulle emozioni sottili e sull’educazione sensoriale.

Tutino e il vento

Essenziale e diretto, ideale per i più piccoli. Il vento diventa esperienza concreta, quasi un compagno di gioco. Ottimo per avviare conversazioni su ciò che cambia e si muove. L’editore mette a disposizione una serie di proposte di attività a tema QUI

Buon vento!

Un inno alla resilienza. Il vento come forza che mette alla prova ma anche come spinta. Un’opera divulgativa che intreccia tematiche di geografia, storia, biologia, astronomia e altro ancora, e che grazie all’atmosfera accogliente e familiare delle illustrazioni assume la forma di un viaggio alla scoperta degli elementi naturali e del loro impatto sulla cultura umana. Adatto per percorsi sul coraggio e sulla perseveranza.

L’albero che piangeva vento

Nel cuore di una foresta senza tempo, dove il vento intreccia segreti dimenticati e le ombre danzano tra le fronde, si cela un mistero che solo chi sa ascoltare può comprendere. Più narrativo e simbolico, apre riflessioni sul rapporto tra natura e trasformazione. Ideale per una lettura serale condivisa.

Le stagioni del vento

Un albo grafico accompagnato da un testo semplice e chiaro per far scoprire ai lettori più piccoli la meraviglia delle stagioni e per godere dell’armonia dei colori. Perfetto per collegamenti interdisciplinari tra scienze, arte e scrittura poetica.

E se un giorno il vento….

Un titolo che apre domande. E se il vento cambiasse le città? E se modificasse abitudini, certezze, prospettive? L’albo ha un tono più simbolico e riflessivo: il vento diventa metafora di trasformazione, di imprevisto, di cambiamento sociale. Le illustrazioni potenti accompagnano una narrazione che invita a non temere ciò che scuote, ma a interrogarsi su ciò che può nascere dopo. Ideale per la scuola primaria, soprattutto per stimolare pensiero critico e dialogo filosofico con i bambini.

La regola del vento

Un albo che gioca sul confine tra scienza e poesia. Il vento qui non è solo fenomeno naturale, ma principio che regola il mondo: equilibrio, forza, direzione. Con un linguaggio evocativo e immagini che suggeriscono movimento continuo, il libro invita i bambini a osservare ciò che accade intorno a loro con sguardo curioso e consapevole. Perfetto per un percorso interdisciplinare tra educazione scientifica e scrittura creativa, aiuta a comprendere che ogni “regola” non è limite, ma possibilità di comprensione.


Un invito alle scuole e alle famiglie

Immagino la Notte dei Racconti 2026 così:
teli leggeri blu e azzurri, nuvole di cotone, piume di cartoncino sospese.
Luci soffuse, libri aperti, voci che si intrecciano.

Ma soprattutto, immagino bambini che ascoltano e adulti che si concedono il tempo di raccontare.

Perché in fondo è questo che Reggio Narra ci ricorda ogni anno:
le storie costruiscono comunità. E ogni comunità ha bisogno di una notte per ricordarlo. In questa suggestiva serata, ci ritroviamo insieme, immersi in narrazioni che riflettono le nostre esperienze, le nostre tradizioni e i sogni che ci uniscono. Le parole, come fili invisibili, tessono legami tra generazioni, arricchendo il nostro patrimonio culturale e rendendo ogni persona partecipe di un viaggio collettivo. Questo è il momento in cui ci ricordiamo che la magia delle storie non è solo quella di divertire, ma anche di unire, perché ogni racconto è un pezzo di noi e del nostro vissuto, un invito a costruire nuovi legami e a rinforzare quelli esistenti.

Pubblicato da Maestra Consuelo

Mamma felice e docente e tutor di scuola primaria. Sostenitrice delle metodologie attive nella didattica, appassionata di narrativa per l'infanzia e di tecnologia (Microsoft Ambassador e Innovative Educator Expert dal 2020)

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